giovedì 5 aprile 2012

“Madrigale appena narrabile”: la Socìetas Raffaello Sanzio canta il suo inno alla vita

Un ritorno al passato, presente. Un tempo sospeso, in uno spazio definito da un bagliore di luce centrale.

In scena alcuni spartiti, un violoncello e dei corpi, che diventano casse armoniche e amplificatori di corde pizzicate nella vita quotidiana.
L'atmosfera evoca un Rinascimento fatto di cori, contrappunti e componimenti lirici che riaffiora, e si scontra col presente.
Una sfida che ha visto protagonista l'acuta preparazione di Chiara Guidi, fondatrice nel 1981 insieme a Romeo e Claudia Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio, e le abilità musicali del compositore americano Scott Gibbons.
Un sodalizio già affermato dai tempi di Genesi. From the museum of sleep (1998), proseguito nel 2007 con una  partitura vocale all'interno di un corso condotto da Chiara Giudi presso ERT.
Risultato: un madrigale rinato, che estende le radici nella contemporaneità.


Madrigale appena narrabile – per voce e violoncello è il titolo dell'eroica impresa. Lo spettacolo, in scena a Casalecchio, ospita sul palco i partecipanti di un secondo laboratorio condotto dalla Guidi a inizio marzo presso il Centro Culturale Il Funaro di Pistoia. Una dura preparazione che ha previsto, oltre il periodo di allestimento della performance-concerto, sei giornate per l'analisi della partitura.
Uno studio iniziato verso la metà degli anni '90. Sperimenta esercizi tecnici per imitare al meglio qualsiasi vibrazione dell'aria percepibile dall'uomo. É la tecnica molecolare.
In scena corpi vocali vivi, che singhiozzano, sussultano, si rincorrono e tacciono a ritmo serrato. Si cerca la distanza tra la voce e il corpo, per poi ricongiungerli nell'unità originaria. In modo autentico. Riprodurre il suono nella sua natura più autentica. No sentimentalismi, ammiccamenti o esasperazione dei gesti.
Una ricerca di essenze in cui il  testo di parola fatica a prendere corpo. Frammezzato nel flusso polifonico di un moderno madrigale, “Che si trova a un punto di consistenza appena narrabile, poco prima o poco dopo il silenzio”- ci svela l'artista.


Sviluppa il tema dell'incontro fortuito di un uomo e un cane. Lo sentiamo scodinzolare, ansimare, abbaiare. La sua immagine sonora è davanti agli occhi dello spettatore, affascinato e divertito. Astrazione musicale e iper realismo nello stesso tempo.
Le voci sembrano muoversi nelle parole. Plasmano un significato distante dalla referenzialità statica del verbo detto; il suono le rinomina, le rifonda. Diventano madrigale, a un livello di complessità che da sole non raggiungerebbero. Il significato ne è rafforzato.
La parola (sonora) si carica del suo etimo di esprimere concetti. Parola che diventa parabola.
Sillabe che danzano a ritmo. Intanto il corpo è eclissato dal tremito atavico delle corde vocali.
“La cosa che mi affascina della musica è che dietro le note musicali è possibile per il musicista sentire il suono, perché la scrittura rimanda a un suono. Ma è così anche per il teatro, quando il teatro sospende la concettualizzazione di ciò che vede ancor prima di vederlo. Quello che ho cercato di fare è allontanarmi da un teatro che concettualizza la materia che vede prima ancora di entravi in contatto”- conclude la fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio.
Una polifonia per trascendere il soggetto e cancellare il realismo ottico. Gagliardo!
Angela Sciavilla

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